{"id":104,"date":"2009-04-10T12:57:07","date_gmt":"2009-04-10T10:57:07","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.pitrelli-delvecchio.com\/?p=103"},"modified":"2009-04-10T12:57:07","modified_gmt":"2009-04-10T10:57:07","slug":"epicentro-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/?p=104","title":{"rendered":"Epicentro Italia"},"content":{"rendered":"<p><em>PRIMO PIANO &#8211; SPECIALE TERREMOTO \/ Larga parte del territorio \u00e8 a rischio. Ma le norme antisismiche vengono rinviate.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Oltre met\u00e0 del nostro territorio a rischio sismico, quasi 40 milioni di italiani che devono convivere con la possibilit\u00e0 di affrontare un terremoto. I dati del Servizio sismico nazionale fotografano una realt\u00e0 allarmante: sono 4.610 i comuni in zona sismica e 80 mila gli edifici pubblici vulnerabili: caserme, scuole, ospedali, uffici e quant&#8217;altro.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, le immagini che arrivano dall&#8217;Abruzzo sono la drammatica prova di come sia fragile il nostro Paese. E questa fragilit\u00e0 \u00e8 stata anche misurata: di fronte a un terremoto di elevata intensit\u00e0 &#8220;circa il 20 per cento degli edifici nelle zone pi\u00f9 a rischio del territorio italiano potrebbero subire danni strutturali&#8221;.<\/p>\n<p>Dove in Italia la terra tende a tremare, quindi, un edificio su cinque \u00e8 a rischio, &#8220;soprattutto nel Centro-Sud&#8221;. Lo rivela a &#8216;L&#8217;espresso&#8217; Rui Pinho, ricercatore dell&#8217;Eucentre, il pi\u00f9 autorevole istituto italiano di sicurezza antisismica. &#8220;I dati raccolti dalla Protezione civile, dall&#8217;Irpinia del 1980 al Molise del 2002, hanno evidenziato danni a circa il 30 per cento degli edifici delle zone terremotate&#8221;. E i pi\u00f9 colpiti sono sempre quelli in muratura, &#8220;maggiormente vulnerabili rispetto a quelli in cemento armato, che invece dell&#8217;insieme degli edifici danneggiati rappresentano solo il 10 per cento&#8221;.<\/p>\n<p>Eppure, come nota Fabrizio Galadini, direttore della sezione milanese dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (dove la sismologia si applica all&#8217;ingegneria) a volte non \u00e8 proprio colpa della natura: &#8220;Un terremoto come questo, in Giappone, avrebbe avuto effetti modesti. E va bene i ruderi&#8221;, prosegue, &#8220;ma sorprendono i casi di danni che coinvolgono il cemento armato.<\/p>\n<p>Ad esempio, nell&#8217;ottobre del &#8217;97 a Fellano, dopo il terremoto di Colfiorito, ho visto i tondini venir fuori dai pilastri, non legati. Siamo noi a rendere fragili le case&#8221;. La fragilit\u00e0 dei nostri edifici, secondo alcuni esperti, ci avvicina molto di pi\u00f9 ai livelli della Grecia o della Turchia che a quelli del Giappone e della California, paesi che con la terra che trema sono capaci di convivere. <!-- OAS AD 'Middle' - gestione 180x150 square inside --><\/p>\n<p id=\"adMiddle\"><script language=\"JavaScript\">       <!-- OAS_RICH(\\\\'Middle\\\\'); \/\/--> <\/script><\/p>\n<p>E nonostante ci\u00f2 la politica rinvia. Le nuove norme antisismiche sono pronte dal 2005, ma la loro entrata in vigore \u00e8 stata posposta di anno in anno. L&#8217;ultimo rinvio \u00e8 di un mese fa: si dovr\u00e0 aspettare il 30 giugno 2010 per vederle applicate. La situazione non migliora se si passa agli edifici pubblici. Secondo le stime (prudenti) di Gian Michele Calvi, presidente di Eucentre, in Italia sarebbero appunto circa 80 mila quelli a rischio. Tutti palazzi che andrebbero ristrutturati, o in alcuni casi ricostruiti da zero. Fra questi sono le scuole a rappresentare una particolare emergenza. Gli ultimi dati della Protezione civile ci dicono \u00f9che sono 22 mila gli istituti in zona sismica, di cui 16 mila in quelle ad alto rischio. E ben 9 mila non sono stati costruiti secondo moderni criteri antisismici.<\/p>\n<p>Numeri importanti, che per\u00f2 non hanno impedito al governo, prima del dramma abruzzese, di tagliare i fondi alla protezione civile: quest&#8217;anno si ridurranno del 18 per cento, per sfiorare un meno 30 per cento nel 2011.<\/p>\n<p><em>(L&#8217;Espresso, 10\/4\/2009)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PRIMO PIANO &#8211; SPECIALE TERREMOTO \/ Larga parte del territorio \u00e8 a rischio. 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