{"id":18,"date":"2007-08-08T12:00:33","date_gmt":"2007-08-08T10:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.pitrelli-delvecchio.com\/?p=18"},"modified":"2007-08-08T12:00:33","modified_gmt":"2007-08-08T10:00:33","slug":"il-deja-vu-del-riformista-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/?p=18","title":{"rendered":"update \/ Il D\u00e9j\u00e0 Vu del Riformista, 1"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">Dove\u00a0il quotidiano arancione\u00a0ripercorre ad una ad una le tappe della nostra inchiesta sulla mancata apertura degli archivi di Bad Arolsen.<\/font><\/font><font size=\"2\"><font size=\"2\"><!--more--><\/font><\/font><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">\u00a0<\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">***<\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">di PAOLO SOLDINI<\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">Il <\/font><\/font><\/font><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">governo di Roma, anzi il ministero degli Esteri, deve una spiegazione ai sopravvissuti italiani dei campi di sterminio nazisti, agli ebrei e ai prigionieri, civili e militari, che furono costretti ai lavori forzati nelle officine del Terzo Reich, a quanti ebbero un figlio, un padre, un marito scomparsi nella Germania di Hitler. E sarebbe bene che questa risposta arrivasse presto, perch\u00e9 ha tardato gi\u00e0 troppo, autorizzando sospetti che sarebbe stato bene, invece, spazzare via subito.<\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">La questione, nei suoi termini essenziali, \u00e8 la seguente: ormai praticamente da solo, il governo italiano sta boicottando l&#8217;apertura dell&#8217;archivio di Bad Arolsen. In quell&#8217;archivio si trovano le prove necessarie a ricostruire esattamente le presenze ad Auschwitz e negli altri campi di sterminio, nei campi di concentramento e nelle fabbriche, come quella sotterranea di Dora Mittelbau, in cui gli ebrei, i prigionieri di guerra e molti internati italiani lavorarono come schiavi, fino alla morte, alla costruzione delle V2. Dalle carte \u00e8 possibile ricostruire la sorte dei bambini che furono strappati ai genitori, dei beni che furono sequestrati agli ebrei, delle persone che, alla fine della guerra, non tornarono a casa dalla prigionia nel Reich e le cui tracce si persero nel nulla. <\/font><font size=\"2\">Ma per l&#8217;Italia tutto ci\u00f2 pare non avere alcun valore. <\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">Perch\u00e9 questa indifferenza? C&#8217;\u00e8 qualcuno o qualcosa da coprire? Forse, come sostengono diversi storici anglosassoni, la memoria della Santa Sede che, nei mesi e negli anni immediatamente successivi alla fine della guerra, aiut\u00f2 un gran numero di nazisti ricercati a fuggire in Sud America? O qualche interesse economico di peso? Giorni fa, riferendo su una class action intentata da un gruppo di ebrei americani di origine europea, la stampa americana ha adombrato la possibilit\u00e0 che il boicottaggio italiano risponda agli interessi delle Assicurazioni Generali. Oppure qualche altro, inconfessabile, segreto? Vedremo. Intanto cerchiamo di mettere ordine in una storia che \u00e8, di suo, abbastanza complicata. <\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">\u00a0<\/font><\/font><\/font><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">A Bad Arolsen, cittadina di 16 mila abitanti dell&#8217;Assia, a nord di Kassel, oltre al castello dei principi di Waldeck e Pyrmont che ne fa una della capitali del barocco tedesco, ci sono 27,5 chilometri di gallerie sotterranee riempite di carte. Sono 50 milioni di documenti dell&#8217;International Tracing Service (ITS) che riguardano circa 17 milioni di persone. La vicenda dell&#8217;ITS nasce, a guerra ancora in corso, per iniziativa di americani e britannici con lo scopo di facilitare il ritrovamento dei non tedeschi scomparsi nel Terzo Reich e nei territori occupati dalla Germania. Alla fine delle ostilit\u00e0, l&#8217;archivio viene arricchito con tutti i documenti sequestrati ai tedeschi e riguardanti gli stranieri caduti, in un modo o nell&#8217;altro, sotto il controllo delle autorit\u00e0 del Reich. Una fonte preziosissima, all&#8217;inizio, nei disordinati anni del dopoguerra, per rintracciare le persone scomparse, e poi per ricostruire la storia delle persecuzioni compiute dai nazisti in patria e nelle zone occupate. E, da un po&#8217; di tempo a questa parte, per offrire prove certe ai tribunali che giudicano sulle richieste di risarcimento degli ebrei espropriati dei loro beni dai nazisti o costretti al lavoro coatto.<\/font><\/font><\/font><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\"> <\/font><\/font><\/font><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">Nel 1955, sulla base di un complicato accordo sottoscritto a Bonn, l&#8217;archivio di Bad Arolsen viene affidato alla Croce Rossa, la quale deve per\u00f2 rispondere a una sorta di &#8220;consiglio di amministrazione&#8221; composto da dieci paesi: Belgio, Francia, Grecia, Israele, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica federale di Germania e Usa. Pi\u00f9 tardi si aggiunger\u00e0 anche la Polonia. Undici paesi, dunque. Di questi undici due, Israele e gli Stati Uniti sono, fin dal primo momento, favorevoli all&#8217;apertura dell&#8217;archivio. Gli altri, man mano, adottano la stessa posizione. Nell&#8217;aprile del 2006 tocca alla Germania, il paese che fino a quel momento era stato il pi\u00f9 rest\u00eco. A tutt&#8217;oggi i paesi che non hanno dato il proprio assenso sono solo 4. <\/font><\/font><\/font><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">Ma tre di questi quattro, Francia, Grecia e Lussemburgo, assicurano che entro la fine dell\u2019anno il loro s\u00ec arriver\u00e0. Il quarto continua a fare orecchie da mercante. Indovinato chi \u00e8? <\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">Nonostante tutte le sollecitazioni, particolarmente pressanti quelle israeliane, il ministero della Difesa, cui fino all\u2019anno scorso ha fatto capo, per motivi misteriosi, il &#8220;posto&#8221; italiano nel &#8220;consiglio degli Undici&#8221;, si \u00e8 rifiutato di segnalare il proprio assenso alla apertura dell\u2019archivio con l\u2019&#8221;argomento&#8221; secondo il quale \u00abnon si poteva far torto alla Germania, considerato che in quel paese vigono norme assai restrittive in materia di difesa della privacy\u00bb. Questo sostenne, ad esempio, il tenente colonnello Sandro Tortora a nome dell\u2019allora ministro della Difesa del governo Berlusconi Antonio Martino cui, sull\u2019argomento, il Sindaco di Roma aveva inviato una lettera su sollecitazione della comunit\u00e0 ebraica. L\u2019&#8221;argomento&#8221;, ammesso che lo si potesse ritenere tale, \u00e8 comunque caduto nell\u2019aprile del 2006, quando la ministra federale della Giustizia Brigitte Zypries ha segnalato che non solo la Germania non opponeva pi\u00f9 obiezioni legate alla tutela della privacy, ma invitava il governo italiano a fare altrettanto. Intanto, con la formazione del governo Prodi, la competenza italiana su Bad Arolsen passava dal ministero della Difesa a quello degli Esteri, diretto da Massimo D\u2019Alema. Ma non cambiava nulla <\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">\u00a0<\/font><\/font><\/font><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">A quanto ci risulta, dall\u2019anno scorso, il presidente della commissione esteri del Senato Usa Joseph Bidden ha chiesto spiegazioni a pi\u00f9 riprese all\u2019ambasciatore italiano a Washington. Altrettanto hanno certamente fatto gli israeliani e le pressioni tedesche sono state tali che nel luglio dell\u2019anno scorso l\u2019ambasciatore italiano a Berlino Antonio Puri Purini ha addirittura firmato gli emendamenti all\u2019accordo del 1955 che prevedono l\u2019apertura dell\u2019archivio. Come se non l\u2019avesse mai fatto. La posizione del governo italiano non \u00e8 mutata e la firma dell\u2019ambasciatore \u00e8 stata, di fatto, considerata nulla (cosa che, immaginiamo, non gli ha fatto piacere). Morale: per quanto riguarda l\u2019Italia, e gli italiani, Bad Arolsen \u00e8 ancora tab\u00f9. Ma perch\u00e9? Che mistero c\u2019\u00e8 sotto? Vediamo le diverse ipotesi.<\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">\u00a0<\/font><\/font><\/font><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">1) Dossier Assicurazioni Generali. La grande societ\u00e0 triestina, dal 1918 in poi, attu\u00f2 una forte politica di espansione nei paesi dell\u2019est europeo, dove erano presenti consistenti comunit\u00e0 ebraiche. Quando scoppi\u00f2 la guerra, tutte le assicurazioni sulla vita stipulate nei paesi via via occupati dai tedeschi furono incamerate nelle finanze del gruppo. Quando negli Usa cominciarono le cosiddette class actions (procedimenti giudiziari collettivi) per i risarcimenti, le Generali furono, ovviamente, citate in giudizio. Il gruppo si difese sostenendo che con l\u2019avvento dei comunisti nei paesi orientali, le documentazioni relative alle polizze erano state distrutte. L\u2019apertura dell\u2019archivio di Bad Arolsen potrebbe, in effetti, permettere ad avvocati e tribunali di ricostruire almeno parti delle documentazioni su cui basare le richieste di risarcimento, cosa che avrebbe effetti molto pesanti, ovviamente, sulle finanze del gruppo. A Trieste per\u00f2 sottolineano la vicinanza storica delle Assicurazioni al mondo ebraico e, soprattutto, fanno notare che furono gli stessi avvocati del gruppo a chiedere, nel processo americano, il rinvio di un anno della scadenza per le richieste di rimborso proprio per dare agli interessati la possibilit\u00e0 di usufruire delle carte di Bad Arolsen. Potrebbe, \u00e8 vero, trattarsi di una manovra dilatoria, motivata dalla paura che il tribunale,d\u2019accordo con le autorit\u00e0 Usa, decreti comunque la consultabilit\u00e0 dell\u2019archivio. Ma la difesa ha una sua logica.<\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">2) Ipotesi Vaticano. Gli storici americani che hanno a che fare con l\u2019archivio hanno scoperto che tra le carte ci sarebbero prove certe della fili\u00e8re criminali nazisti &#8211; Santa Sede in almeno un caso, quello del vescovo rumeno Valerian Trifa, membro delle Guardie di Ferro e corresponsabile del pogrom di Bucarest del \u201941. Trifa fu nascosto in Vaticano e poi aiutato a fuggire negli Usa. Ma i sospetti, come si sa, sono tanti ed esistono anche diverse prove. E\u2019 pensabile che la Santa Sede abbia esercitato in passato pressioni sul governo italiano per evitare che dalla pubblicizzazione delle carte emergesse la reale dimensione del traffico?<\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">3) Coinvolgimento italiano nell\u2019Olocausto. Una terza ipotesi riguarda l\u2019eventualit\u00e0 che le carte contengano prove di un coinvolgimento degli italiani nei piani di sterminio nazisti ben pi\u00f9 ampio e impegnativo di quanto si sia accertato dagli studi sulla Repubblica di Sal\u00f2, sulle retate compiute dalle camicie nere per conto dei tedeschi, su Fossoli e gli altri &#8220;campi di transito&#8221; e sui piani del gruppo dirigente fascista di eliminazione del \u00abcancro giudaico\u00bb gi\u00e0 venuti alla luce. Tra le carte di Bad Arolsen figurano certamente, per esempio, i nomi e il numero degli emigranti italiani (emigranti volontari, non prigionieri o militari internati) che parteciparono ai lavori per costruire la fabbrica di Buna- Monowitz, dove si utilizzavano come schiavi i detenuti di Auschwitz. E\u2019 possibile che nelle carte ci sia la prova che maestranze italiane, come alcuni ritengono, abbiano lavorato anche alla costruzione delle camere a gas? O che nelle &#8220;matricole&#8221; degli ebrei che arrivavano nei campi di sterminio figurino i nomi di insospettabili (o almeno insospettati) funzionari dell\u2019amministrazione pubblica italiana, che magari hanno continuato indisturbati la loro carriera &#8220;dopo&#8221;? Dubbi, dubbi. Ma non c\u2019\u00e8 che un modo per dissiparli. Il ministro D\u2019Alema, dia disposizione che anche l\u2019Italia accetti l\u2019apertura dell\u2019archivio di Bad Arolsen.<\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\"><font size=\"2\">(Il Riformista, 8\/8\/2007)<\/font><\/font><\/font><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dove\u00a0il quotidiano arancione\u00a0ripercorre ad una ad una le tappe della nostra inchiesta sulla mancata apertura degli archivi di Bad Arolsen.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[30,17],"class_list":["post-18","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","tag-bad-arolsen","tag-ritagli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}