{"id":47,"date":"2008-02-27T12:00:23","date_gmt":"2008-02-27T10:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.pitrelli-delvecchio.com\/?p=47"},"modified":"2008-02-27T12:00:23","modified_gmt":"2008-02-27T10:00:23","slug":"spegni-la-luce-e-accendi-il-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/?p=47","title":{"rendered":"Spegni la luce e accendi il sole"},"content":{"rendered":"<p><em>ATTUALITA&#8217;: ENERGIA &#8211; LE FONTI RINNOVABILI \/\u00a0Aumenta il numero delle aziende interessate. E dei pannelli installati. Grazie anche agli incentivi statali. Cos\u00ec l&#8217;Italia scopre un nuovo business: quello del fotovoltaico.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Un paese baciato dal sole che al sole si affida: uffici pubblici, caserme, carceri e ospedali alimentati dai pannelli solari, ville autosufficienti che rivendono l&#8217;energia in eccesso, centrali fotovoltaiche a zero emissioni. \u00c8 questa l&#8217;Italia del futuro per chi crede nelle potenzialit\u00e0 dell&#8217;energia solare. E su questa grande speranza nel nostro Paese sta montando un business. Basti chiedere a quelli del Gifi, Gruppo imprese fotovoltaiche italiane. I loro telefoni squillano ogni giorno con richieste di piccoli imprenditori che vogliono capire come entrare nell&#8217;affare. Le cifre parlano chiaro: dal 1999 al 2007 il numero delle aziende \u00e8 quasi triplicato (da 46 a 130) e il loro fatturato \u00e8 passato da circa 25 milioni di euro agli attuali 520. Per non parlare dei posti di lavoro creati, da 220 a 1.700. E non \u00e8 che l&#8217;inizio.<\/p>\n<p>Secondo le stime del Gestore dei servizi elettrici (Gse) il tasso di crescita sta rapidamente aumentando: quest&#8217;anno si prevede l&#8217;installazione di impianti per 150-200 megawatt, ossia quasi il doppio dell&#8217;intera produzione attuale (intorno ai 100). &#8220;Tutta energia pulita, nessuna emissione d&#8217;anidride carbonica&#8221;, esulta Edoardo Zanchini, responsabile energia e territorio di Legambiente: &#8220;I vantaggi dello sviluppo del mercato fotovoltaico stanno nel fatto che si riduce la domanda di elettricit\u00e0 da fonti inquinanti&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;esplosione del fotovoltaico non \u00e8 un fenomeno spontaneo, ma s&#8217;iscrive nella pi\u00f9 ampia politica energetica italiana, sia a livello europeo che nazionale. Da un lato il nostro Paese si \u00e8 impegnato con Bruxelles per portare entro il 2020 il consumo di energie rinnovabili al 17 per cento rispetto al 5,2 del 2005. Dall&#8217;altro la Finanziaria 2008 ha previsto una serie di misure in favore delle rinnovabili, dalle detrazioni fiscali agli incentivi alla produzione.<\/p>\n<p>Per il boom, insomma, ci sono tutte le premesse. Pi\u00f9 che a una forte coscienza verde degli italiani, tuttavia, qui c&#8217;entrano i finanziamenti statali (oggi i pi\u00f9 vantaggiosi d&#8217;Europa), che per il 2016 puntano a una produzione nazionale di 3 mila mw, e continueranno a garantire incentivi almeno fino a quota 1.200. L&#8217;obiettivo \u00e8 sviluppare il mercato italiano, lo strumento \u00e8 il cosiddetto &#8216;nuovo conto energia&#8217;, che dal febbraio 2007 ha soppiantato quello datato 2005-2006, nonch\u00e9 i vecchi incentivi in conto capitale. Semplificandone le regole, e dunque facilitando l&#8217;accesso. Ecco come stanno le cose. Incentivi costanti per 20 anni a chi installa un impianto (proporzionali alla sua produzione) che si concretizzano nel fatto che ogni singolo kw prodotto, anche se consumato in proprio, viene pagato dal Gse a un prezzo quasi triplo (36-49 centesimo di euro) rispetto a quello di mercato (18 centesimi). Si tratta di valori validi per il 2008, che andranno poi a calare con cadenza del 2 per cento nei prossimi anni. A questo finanziamento (che serve a ripagarsi l&#8217;impianto) si aggiunge il risparmio energetico in s\u00e9. E se poi produci pi\u00f9 di quanto consumi l&#8217;Enel te lo scala dai conti futuri, mentre se produci di meno, paghi solo la differenza sulla bolletta.<\/p>\n<p>Ma questi incentivi chi li paga? \u00c8 proprio sulle nostre bollette che bisogna andare a cercare la chiave di volta di tutta questa struttura: alla vocina A3, che a ben vedere rappresenta il 10 per cento della tariffa media nazionale (nel 2006 pari a 3,5 miliardi di euro). Piccola voce, grande serbatoio, al quale si va ad attingere per favorire le energie rinnovabili (inclusa quella solare, che a onor del vero ne beneficia in minima parte) cos\u00ec come le cosiddette &#8216;assimilate&#8217; (fra le quali fumi di scarico e combustibili fossili, che finora l&#8217;hanno fatta da padrone).<\/p>\n<p>Chi saranno i protagonisti di questa nuova corsa all&#8217;oro solare? Il Gse fornisce un quadro aggiornato. Alla fine del 2007 la potenza fotovoltaica installata in Italia con il conto energia era intorno ai 65 mw. Al 9 gennaio 2008, poi, si parla di 2.306 nuovi impianti appena nati. Prevalentemente di piccola taglia, visto che il 98 per cento si colloca fra 1 e 20 kw: si tenga conto che un impianto da 3 kilowatt \u00e8 quello che mediamente servirebbe a una famiglia. A volte, invece, sono i capannoni delle industrie o dei centri commerciali, piuttosto che i tetti dei condomini, a far da specchio al sole.<\/p>\n<p>O, su scala pi\u00f9 ampia, terreni abbandonati o incolti verso i quali, in varie regioni d&#8217;Italia, si segnala un improvviso risveglio di interesse. In prospettiva, il filone pi\u00f9 corposo della miniera \u00e8 infatti rappresentato dalle grandi centrali multi-megawatt che approfittano dell&#8217;elevata radiazione solare disponibile nel Paese, ricoprendo vaste superfici con fitte schiere di pannelli (per un megawatt, che &#8216;illumina&#8217; quasi 500 famiglie, occorrono l&#8217;equivalente di due campi di calcio). \u00c8 un filone al quale secondo il Gse si andr\u00e0 ad attingere soprattutto a partire da quest&#8217;anno, ma che gi\u00e0 oggi di centrali ne conta ben 23, per una potenza complessiva di 16,3 mw. In crescita.<\/p>\n<p>Fra i primi passi compiuti in questa direzione troviamo quelli intrapresi dal Gruppo Sorgenia (di propriet\u00e0 dell&#8217;editore di questo giornale), che attraverso la controllata Soluxia di centrali fotovoltaiche ne ha gi\u00e0 nove attive (per un totale di 9 mw), aggiudicandosi il titolo di leader italiano privato del settore. Altre sei saranno pronte nel primo semestre di quest&#8217;anno, ma dopo il primo round di 15 centrali da un megawatt (tetto oltre il quale non era possibile spingersi col vecchio conto energia) se ne prevedono altre, sempre targate Soluxia, dai 5 mw in su, realizzate per conto proprio, o in partnership con operatori finanziari.<\/p>\n<p>Fra le imprese, a questa corsa partecipa anche la Italgest, che a Brindisi sta costruendo una centrale fotovoltaica con tanto di benedizione di Legambiente: la Helios mira al ragguardevole traguardo degli 11mw. Discorso a parte merita l&#8217;Enel, alla cui scuderia (oltre alla veterana di Serre Persano, da 3,3 mw) andr\u00e0 ad aggiungersi entro l&#8217;estate quella di Montalto di Castro, che coi suoi previsti 6 mw sar\u00e0 la pi\u00f9 grande d&#8217;Italia. L&#8217;Enel punta anche sulle isole, dove il sole certo non manca: le Eolie ospiteranno impianti fotovoltaici per un totale complessivo di 1,5 mw, mentre Capraia da sola ne avr\u00e0 uno da 80 kw.<\/p>\n<p>Alle tante luci di questo sviluppo esponenziale del solare italiano, per\u00f2, corrisponde anche qualche ombra. A partire dai fattori di mercato, che rischiano di ridimensionare almeno in parte l&#8217;impatto degli incentivi. I prezzi dei pannelli stanno aumentando, e sono destinati a crescere. Secondo i calcoli dell&#8217;Enel, installare quei famosi 3 kilowatt fotovoltaici per una famiglia oggi costa intorno ai 23 mila euro, e cio\u00e8 molto pi\u00f9 dei 18 mila necessari solo due anni fa. E questo perch\u00e9 la domanda mondiale di silicio &#8211; il materiale che traduce i raggi solari in elettricit\u00e0 &#8211; cresce a ritmi molto pi\u00f9 alti della sua produzione. Tutti lo cercano, tutti lo vogliono: quelli dell&#8217;industria elettronica ci fanno i chip per i computer, quelli dell&#8217;industria solare ci fanno le celle (unit\u00e0 base dei pannelli), il risultato \u00e8 una penuria mondiale. Che non andr\u00e0 migliorando. Secondo i ricercatori dell&#8217;Enea la tecnologia a base di silicio \u00e8 quella che dominer\u00e0 il mercato almeno fino al 2020. Al momento, dunque, non se ne pu\u00f2 fare a meno, visto che il 91 per cento dei moduli in commercio contiene proprio &#8216;wafer&#8217; di silicio.<\/p>\n<p>Insomma, i pannelli solari diventano sempre pi\u00f9 preziosi: in media mille euro l&#8217;uno, come ben sanno quelli che i pannelli li vanno a rubare dai grossi impianti.Nel solo 2007 le forze dell&#8217;ordine hanno registrato pi\u00f9 di 200 colpi messi a segno sul territorio nazionale, mentre a Genova e in Campania sono finiti agli arresti cittadini marocchini che controllavano un traffico verso il loro paese d&#8217;origine.<\/p>\n<p>Per chi decide di usare il sole per far funzionare i propri elettrodomestici, un altro aspetto che pu\u00f2 riservare brutte sorprese \u00e8 la scarsa competenza delle imprese installatrici. &#8220;Negli ultimi anni sono nate tante piccole aziende&#8221;, avverte Tommaso Genova, segretario del Gifi, &#8220;non sempre provviste del know-how necessario a montare correttamente gli impianti. Spesso si tratta di comuni elettricisti che s&#8217;improvvisano installatori. Cos\u00ec i pannelli finiscono per produrre meno del previsto, si allungano i tempi per rifarsi delle spese, e si rischia di dare ingiustamente una cattiva fama al solare. Che invece, messo nelle condizioni giuste, le promesse le mantiene&#8221;. Una vera iattura, se si pensa che la resa del silicio \u00e8 gi\u00e0 bassa di suo (attorno al 13 per cento in condizioni ottimali). Insomma, costi in aumento e installazioni imperfette minacciano la crescita di questo mercato. E nella peggiore delle ipotesi potrebbero far scoppiare quella che alcuni operatori gi\u00e0 chiamano &#8216;bolla solare&#8217;.<\/p>\n<p>Poi c&#8217;\u00e8 un altro problema: un pannello \u00e8 utile, &#8216;verde&#8217; e futuristico. Ma spesso \u00e8 anche inesorabilmente brutto. E c&#8217;\u00e8 chi se ne lamenta: risale allo scorso novembre una nota emessa dalla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio del Lazio che, nella vana attesa di linee guida nazionali, invita alcuni comuni a sospendere le nuove installazioni di impianti. Difficilmente compatibili su un palazzo del &#8216;400 o in un antico centro storico. L&#8217;anno scorso anche Al Gore ha incontrato problemi simili a casa sua. E se un pannello stona su una casa in Tennessee, figuriamoci in un borgo medievale italiano. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 chi lavora per riconciliare il bello e l&#8217;utile, integrando i pannelli nelle case e nell&#8217;arredo urbano, come lampioni, chioschi o pensiline. \u00c8l&#8217;eco-building: si cerca di nascondere i moduli dentro tegole, finestre, persiane e balaustre, cos\u00ec da renderli invisibili.<\/p>\n<p>Quanto meno &#8216;chiaroscura&#8217;, infine, \u00e8 l&#8217;assenza di un&#8217;industria nazionale che produca celle di silicio (particolare non di poco conto, se si considera che queste rappresentano circa la met\u00e0 del costo di un pannello). Finch\u00e9 continuer\u00e0 a mancare una produzione italiana, gli incentivi salperanno all&#8217;estero, dove sul fotovoltaico si punta da tempo, come avviene in Giappone, Germania, Cina e Spagna. Un vero peccato: stando alle stime Epia-Greenpeace, per ogni megawatt di capacit\u00e0 prodotta vengono creati dieci posti di lavoro nell&#8217;attivit\u00e0 manifatturiera, e pi\u00f9 di 30 per installazione, vendita e manutenzione. Il che vuol dire che nel nostro Paese, ipotizzando la creazione di 150 mw, nel 2008 si sarebbero potuti creare 1.500 posti di lavoro. A beneficiarne invece sar\u00e0 soprattutto la Germania, leader in Europa nella costruzione di celle fotovoltaiche. Eppure i tedeschi il solare non l&#8217;hanno scoperto da molto. Illuminante il caso della Q-Cells: fondata a Berlino nel 1999, dopo appena sette anni gi\u00e0 fattura 540 milioni di euro, e va a occupare il secondo posto nella graduatoria mondiale dei produttori, dopo la giapponese Sharp. &#8220;Gli industriali italiani devono muoversi&#8221;, esorta Roberto Longo, presidente di Aper, l&#8217;associazione dei produttori di energie rinnovabili, &#8220;il mercato del fotovoltaico sta per esplodere, bisogna completare la filiera industriale se non si vuole dipendere dalle importazioni&#8221;.<\/p>\n<p>Per salvaguardare l&#8217;attrattiva del fotovoltaico, anche quando la stampella degli incentivi verr\u00e0 meno, ci si affida alla scienza. Al centro ricerche Enea di Portici scommettono sul fotovoltaico &#8216;a concentrazione&#8217;, una tecnologia che permette di abbattere i costi risparmiando sul silicio. Le celle infatti sono dotate di una lente che convoglia i raggi solari su una striscia del materiale molto piccola, evitandone lo sperpero. Ovviamente tali impianti sono pi\u00f9 complessi, perch\u00e9 per avere la stessa inclinazione durante tutta la giornata,il sole devono &#8216;inseguirlo&#8217;. Ecco perch\u00e9 questo approccio rappresenta il futuro pi\u00f9 per le grandi centrali che per i piccoli impianti privati. Diverso il caso della tecnologia che si basa su materiali altri dal silicio, come il telloruro di cadmio. Per sfruttarla, verso la met\u00e0 del 2009 \u00e8 prevista l&#8217;entrata in funzione di una linea di produzione da 18 mw annui all&#8217;Arendi, societ\u00e0 del gruppo Marcegaglia.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo comune, evidentemente, \u00e8 quello di far rendere al meglio una tecnologia che, nata negli anni &#8217;50, ormai ha una certa et\u00e0, e stando a tutti gli analisti del settore sembra avvicinarsi a un muro: secondo l&#8217;Enea l&#8217;efficienza massima cui oggi si pu\u00f2 aspirare \u00e8 quella (raggiunta solo in laboratorio) del 24,7 per cento, un limite &#8220;ritenuto praticamente invalicabile&#8221;. Oltre quel muro si celano forse i segreti per un&#8217;energia che oltre a esser pulita e rinnovabile possa offrire veramente una alternativa.<\/p>\n<p>(<em>L&#8217;Espresso, 27\/2\/2008<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ATTUALITA&#8217;: ENERGIA &#8211; LE FONTI RINNOVABILI \/\u00a0Aumenta il numero delle aziende interessate. 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