{"id":688,"date":"2001-03-24T12:00:23","date_gmt":"2001-03-24T11:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopitrelli.com\/?p=688"},"modified":"2014-03-12T11:40:04","modified_gmt":"2014-03-12T10:40:04","slug":"lavoratori-alla-mccatena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/?p=688","title":{"rendered":"Lavoratori alla Mc-Catena"},"content":{"rendered":"<div>\n<h1><strong><span style=\"font-size: 16px; line-height: 1.5;\">Stefano Pitrelli &amp; Emanuele Rossi, il Manifesto<\/span><\/strong><\/h1>\n<h1><strong><em style=\"font-size: 16px; font-weight: 400; line-height: 1.5;\">Se lavori da McDonald\u2019s devi stare molto attento. Sei inquadrato in un esercito di 1.500.000 di persone per una multinazionale che produce 80.000 miliardi di lire di fatturato. Rispetterai regole precise e non dovrai mai avvicinare nessun sindacalista.<\/em><\/strong><\/h1>\n<p><!--more-->Introduzione di ANTONIO SCIOTTO<\/p>\n<p>Il presidente, il manager, la sindacalista e l\u2019operaio. Parafrasando un celebre film di Peter Greenaway, con questa inchiesta nel mondo McDonald\u2019s vogliamo rappresentare un po\u2019 tutte le persone che si muovono intorno al panino pi\u00f9 famoso del pianeta. Il manifesto non \u00e8 interessato a demonizzare la multinazionale. Quello che ci interessa \u00e8 raccontare storie concrete di lavoratori, i cui diritti vengono violati con scarso rispetto dei part time o con l\u2019imposizione di ritmi massacranti e punizioni, a volte anche corporali. Basti ricordare la dipendente di Firenze costretta a stare per tre ore consecutive in piedi accanto a una timbratrice. Negli articoli e nelle interviste che seguono, e nelle due schede informative, si mettono in evidenza le difficolt\u00e0 che quotidianamente i sindacati incontrano nel penetrare in azienda. Non bisogna dimenticare, per\u00f2, che proteste e scioperi hanno portato a una convocazione, per il prossimo 29 marzo, di vertici aziendali e dirigenti sindacali presso il ministero del lavoro. Le trattative continuano, auguri a tutti i Mc-lavoratori.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Lavoratori alla Mc-Catena<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">Le logiche di lavoro che la McDonald\u2019s ha prepotentemente importato dall\u2019America si lasciano dietro delle tracce negative che le agitazioni del 2000, culminate col maxisciopero milanese di Capodanno, non hanno spazzato via.<\/span><\/p>\n<p>I McDonald\u2019s nel mondo sono 28.000, con 1.500.000 dipendenti e 80.000 miliardi di lire di fatturato annuo. In Italia sono 295, con 12.000 dipendenti e 800 miliardi di fatturato. Secondo la Cgil, allo sciopero di Capodanno avrebbero aderito 40 locali e 1200 dipendenti. In un\u2019intervista sul Giornale del 31 dicembre scorso, Mario Resca, 54 anni, presidente e azionista di McDonald\u2019s Italia, denunciava: \u201cSi va all\u2019assalto dei simboli, dei leader, e noi lo siamo\u201d. E aggiungeva: \u201cCon i contratti part-time di 4 ore al giorno, i ragazzi possono continuare a studiare, guadagnando circa un milione al mese e godendo dei contributi previdenziali\u201d. Insomma, mentre la Cgil accusava la McDonald\u2019s di essere padrona dei tempi di vita delle persone, Resca, negli stessi giorni, sosteneva che i suoi dipendenti non hanno motivo di lamentarsi. E bench\u00e9 il Mc-presidente si sia dichiarato \u201cpronto al confronto con chiunque e su qualunque tesi\u201d, gli scioperi, secondo la Cgil, sono stati decisi soltanto dopo un\u2019estenuante e fallimentare trattativa per stabilire delle griglie entro le quali il lavoratore possa variare i propri tempi, restando sempre a conoscenza del proprio orario di lavoro: McDonald\u2019s, invece, \u00e8 disponibile a trattare solo per i locali in gestione diretta, inibendo i licenziatari ad avviare il confronto con i sindacati.<\/p>\n<p>Lavoratori intimoriti, dirigenti autoritari e sindacalisti intimiditi: \u00e8 il sottobosco di una realt\u00e0 apparentemente semplice e allegra. Il \u201cconsiglio\u201d di non parlare \u00e8 all\u2019ordine del giorno, per i dipendenti e per i manager, e i sindacati spesso non hanno la possibilit\u00e0 n\u00e9 la forza di penetrare questo muro di silenzio. Un dipendente di Roma parla di \u201cfavoritismi, proprio come a scuola\u201d e ha paura di farsi vedere mentre parla con noi: \u201c\u2018Stai attento, che sono dei giornalisti \u2018, mi ha detto il manager che durante il periodo di formazione ci segue come un\u2019ombra. I lavoratori da noi sono ignoranti. Ho assistito a un\u2019assemblea dei dipendenti con i sindacati, dove erano presenti anche i dirigenti. Ma perch\u00e9 i sindacalisti non li hanno mandati via?\u201d<\/p>\n<p>E se i manager si dividono e si accusano tra loro (vedi interviste sotto), i sindacati spesso appaiono impotenti di fronte alla McDonald\u2019s: ecco cosa non \u00e8 cambiato dopo il primo anno di proteste. \u201cLa visibilit\u00e0 dei dipendenti all\u2019interno del sindacato \u00e8 ancora molto bassa. Non abbiamo forza contrattuale e c\u2019\u00e8 molta paura di affrontare la questione degli scioperi\u201d, osserva Silvana Morini, della Segreteria Filcams Cgil Lazio. Claudio Bazzichetto, sostituto segretario Filcams Cgil Lazio, prova a spiegare le ragioni del malcontento: \u201cAlla McDonald\u2019s, l\u2019applicazione dei contratti e delle leggi, in particolare dello Statuto dei lavoratori, \u00e8 sempre molto aleatoria. Quando sono venuti in Italia, neanche pensavano che il sindacato dovesse essere presente. La loro concezione di stampo americano prevede un ruolo autoritario: non esistono il contratto n\u00e9 la professionalit\u00e0, esisto soltanto io che comando e dico \u2018fai questo\u2019\u201d. Spesso il recupero delle ore non \u00e8 conforme al contratto nazionale: ci sono circa 20\/25 turnazioni nella fascia giornaliera, durante le quali i lavoratori vengono spostati da un turno all\u2019altro senza nessun criterio (il cosiddetto \u2018orario a chiamata\u2019) e devono essere sempre a disposizione, nell\u2019arco dell\u2019intera giornata, per 4 delle 16 ore in cui \u00e8 aperto il ristorante. In questa situazione di flessibilit\u00e0 estrema, alcuni diritti, come la possibilit\u00e0 di studiare, di cui parla lo stesso Mario Resca, diventano una chimera. Sulla maggiore o minore combattivit\u00e0 dei sindacati, a cui si riferisce uno dei manager intervistati, Bazzichetto afferma: \u201cDipende dal sindacato. Come a Bologna, anche negli scioperi di Roma abbiamo riscontrato una posizione filopadronale della Uil: esiste e ne prendiamo atto. Noi ragioniamo in prospettiva unitaria, poi \u00e8 chiaro che ciascuna confederazione ha la sua impostazione\u201d.<\/p>\n<p>Ai Mc-lavoratori per\u00f2, delle beghe sindacali importer\u00e0 poco. Ben altre infatti sono le loro preoccupazioni. \u201cI dipendenti non se vanno via necessariamente di propria volont\u00e0 &#8211; spiega la Morini &#8211; c\u2019\u00e8 un condizionamento psicologico che crea grandi problemi al lavoratore, spesso giovane e alla prima esperienza lavorativa, che non ha conoscenza dei suoi diritti e che nella maggior parte dei casi non \u00e8 iscritto al sindacato. Una strategia del terrore che \u00e8 molto utile all\u2019azienda: se i ragazzi vengono posti in una situazione di disagio e sfruttamento \u00e8 chiaro che non faranno altro che pensare a come uscirne. Anche qui a Roma, infatti, abbiamo fatto denunce di mobbing\u201d. Spesso, c\u2019\u00e8 anche differenza tra i locali appartenenti alla corporation e quelli in mano ai franchisee: \u201cLa company apre i ristoranti &#8211; continua Bazzichetto &#8211; poi li cede a licenziatari che spesso non hanno esperienza di gestione del personale, sgridano continuamente i dipendenti o fanno discriminazioni\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Luca Mendolesi, docente di economia all\u2019universit\u00e0 di Napoli e consulente della presidenza del consiglio, \u201cil problema \u00e8 che McDonald\u2019s ritiene di non doversi collegare a sufficienza al tessuto sociale del nostro paese\u201d. \u201cPer comprendere i comportamenti della McDonald\u2019s &#8211; continua &#8211; bisogna conoscere il funzionamento del mercato del lavoro Usa, molto diverso dal nostro per logiche e tradizioni culturali. Le multinazionali che sono riuscite a integrarsi nel tessuto sociale, sono andate meglio nel nostro paese. Da questo punto di vista, non mi sembra che a McDonald\u2019s convenga esagerare. Ecco, se dovessi suggerire all\u2019azienda cosa fare, direi che dovrebbe studiare un po\u2019 di pi\u00f9 l\u2019Italia\u201d. Non c\u2019\u00e8 il rischio che il modello McDonald\u2019s possa influire sul comportamento di altre aziende, creando una specie di trend? \u201cIl rischio \u00e8 normale &#8211; conclude Mendolesi &#8211; nel processo di interazione tra diversi paesi\u201d.<\/p>\n<p>(<em>Il Manifesto, 24\/3\/2001<\/em>)<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefano Pitrelli &amp; Emanuele Rossi, il Manifesto Se lavori da McDonald\u2019s devi stare molto attento. Sei inquadrato in un esercito di 1.500.000 di persone per una multinazionale che produce 80.000 miliardi di lire di fatturato. Rispetterai regole precise e non dovrai mai avvicinare nessun sindacalista.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[4,56,57],"class_list":["post-688","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","tag-economia","tag-il-manifesto","tag-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/688","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=688"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/688\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":690,"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/688\/revisions\/690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}