{"id":705,"date":"2007-09-12T12:00:58","date_gmt":"2007-09-12T10:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopitrelli.com\/?p=705"},"modified":"2014-03-12T12:01:52","modified_gmt":"2014-03-12T11:01:52","slug":"il-paradiso-e-una-prigione-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/?p=705","title":{"rendered":"Il paradiso \u00e8 una prigione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Stefano Pitrelli, L&#8217;Espresso<\/strong><\/p>\n<p><em><span>ATTUALITA\u2019 \/ Antichi edifici. Costruiti su isole da sogno. Da Capraia a Pianosa, da Procida a Ventotene. Un tempo erano carceri. Oggi sono abbandonati. E restano inutilizzati.<\/span><\/em><span><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p><!--more--><span style=\"line-height: 1.5;\">Nell\u2019ex carcere di Capraia ora c\u2019\u00e8 solo il bestiame belante di Eligio: visto che i detenuti se n\u2019erano andati e le guardie pure, un bel giorno l\u2019intraprendente isolano ci ha portato il suo gregge. Il quale, evidentemente, ha gradito la sistemazione e ha iniziato a fornire l\u2019ottimo latte con cui ora Eligio produce formaggi e budini venduti a prezzi da gioielleria ai vip che frequentano il porto, da Andrea Bocelli a Marcello Lippi.\u00a0<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Non risulta che il padrone di casa, cio\u00e8 lo Stato, abbia al momento un\u2019idea migliore per sfruttare i suoi edifici sull\u2019isola: oltre a quelli occupati dalle capre, c\u2019\u00e8 una splendida costruzione che domina la Cala della Mortola, pi\u00f9 un fabbricato tra gli oleandri dell\u2019Aghiale e una casa colonica d\u2019epoca appena pi\u00f9 in l\u00e0. Il tutto abbandonato a se stesso da pi\u00f9 di vent\u2019anni, quando il ministero della Giustizia ha chiuso la colonia penale istituita nel 1873.<\/span><\/p>\n<p><span>Eppure il patrimonio \u00e8 potenzialmente straordinario, in un\u2019isola parco naturale dove non si pu\u00f2 pi\u00f9 edificare nemmeno una capanna: solo le costruzioni gi\u00e0 esistenti sono riutilizzabili a scopo turistico e un metro quadro viaggia ormai sugli 8-10 mila euro. Ma con le sue propriet\u00e0 lo Stato non ci fa niente: non le restaura, non le gestisce, non le vende. Semplicemente le abbandona alle intemperie, lasciando che marciscano lentamente. Ogni tanto sul tema si fa una bella tavola rotonda, qualcuno propone destinazioni pi\u00f9 o meno fantasiose (anni fa si parl\u00f2 di farne un eremo per sacerdoti in pensione), ma intanto nelle celle abbandonate ci vanno solo i ragazzi, d\u2019estate, a fare l\u2019amore lasciando una scritta sul muro per ricordare ai posteri il loro passaggio. E qualcuno, sull\u2019isola, propone di risolvere il problema con un referendum per ottenere la secessione dalla Toscana e passare alla Liguria.<\/span><\/p>\n<p><span>Lo spreco delle prigioni dismesse italiane non si ferma a Capraia. \u00c8 tutto il sistema degli istituti di pena costruiti a partire dall\u2019Ottocento sulle isole tirreniche a porre interrogativi su un\u2019amministrazione pubblica che possiede beni per centinaia di milioni di euro, ma non \u00e8 in grado di sfruttarli in alcun modo, n\u00e9 di valorizzarli per il bene comune. Nello stesso arcipelago toscano ci sono almeno altri due casi ugualmente eclatanti: quello di Pianosa e quello di Gorgona.<\/span><\/p>\n<p><span>Pianosa \u00e8 il pi\u00f9 paradossale, perch\u00e9 qui ufficialmente il carcere non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 dal 1998, per\u00f2 il ministero ci ha lasciato una manciata di detenuti in semilibert\u00e0 e qualche carabiniere proprio con il compito di occuparsi dell\u2019edificio, per evitare che vada completamente in rovina. Insomma, i carcerati sono diventati i guardiani della prigione. Comprensibile, visto che l\u2019edificio \u00e8 un esempio unico di colonia agricola dell\u2019800 e l\u2019isoletta ha una storia che affonda le sue radici nell\u2019antichit\u00e0 (vi fu spedito in esilio il nipote dell\u2019imperatore Augusto, Agrippa Postumo, poi fatto ammazzare da Tiberio) e attraversa il Granducato di Toscana per arrivare fino alla colonia penale dove fu rinchiusa gente di ogni risma, dai briganti calabresi fino ai brigatisti rossi (ma anche gli assassini di Portella della Ginestra). Il risultato, anche qui, \u00e8 quello di un patrimonio naturale inutilizzato con un edificio storico di propriet\u00e0 pubblica che nessuno restaura e valorizza, falesie e scogliere che non pu\u00f2 vedere nessuno.<\/span><\/p>\n<p><span>Quanto a Gorgona, a una quarantina di chilometri a nord della Capraia, la sua situazione \u00e8 ancora diversa: l\u2019isola infatti \u00e8 ancora utilizzata come colonia penale ed \u00e8 lo stesso traghetto che da Livorno porta a Capraia a fermarsi un paio di volte alla settimana davanti al porticciolo per scaricare su un gozzo di legno il cibo per i detenuti pi\u00f9 qualche parente in visita. I turisti possono avvicinarsi solo con le visite guidate del marted\u00ec, monopolizzate da un\u2019unica agenzia.Eppure Gorgona possiede un patrimonio biologico straordinario, specie per i suoi fondali, e potrebbe diventare un museo naturalistico a cielo aperto invidiato da mezzo mondo. Scendendo pi\u00f9 a sud nel Tirreno, la situazione se possibile peggiora ulteriormente.<\/span><\/p>\n<p><span>A pochi chilometri da Ventotene si trova infatti l\u2019ex ergastolo di Santo Stefano: un\u2019opera unica in termini architettonici, con una struttura panoptica a ferro di cavallo simile a quella del teatro Carlo Felice di Napoli. Costruito dai Borboni a partire dal 1794, il carcere ha acquistato nei decenni un immenso valore storico, dato che nelle sue celle hanno soggiornato eroi del Risorgimento come Luigi Settembrini, anarchici come Gaetano Bresci (l\u2019attentatore di Umberto I) e pi\u00f9 tardi esponenti antifascisti come Pertini, Scoccimarro, Basso e Amendola. Chiuso dagli anni Sessanta, l\u2019edificio (tre ettari) \u00e8 di propriet\u00e0 demaniale, ma affidato in gestione al comune di Ventotene, mentre il resto dell\u2019isolotto (27 ettari di campi coltivati e no) appartiene a un privato, che da oltre un anno sta cercando di vendere la sua parte per 20 milioni di euro.<\/span><\/p>\n<p><span>Qualche anno fa l\u2019allora ministro della Giustizia Roberto Castelli aveva ipotizzato di mettere all\u2019asta l\u2019ex carcere per trasformarlo in un albergo di lusso, ma adesso la regione Lazio sta cercando di fare il percorso inverso e ha avviato le pratiche per arrivare all\u2019esproprio della parte privata e riciclare il tutto in un \u2018osservatorio della biodiversit\u00e0\u2019. Diverso il parere del comune di Ventotene, che vorrebbe farci un museo storico-turistico con annesso archivio, centro studi e centro congressi. Il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, ha (come si suol dire) \u201caperto un tavolo\u201d sul tema. E la discussione ricomincer\u00e0 dopo l\u2019estate.<\/span><\/p>\n<p><span>Intanto l\u2019ex carcere di Santo Stefano \u00e8 diventato un ammasso di muri scrostati dalla salsedine e dal vento, con le porte delle celle buttate per terra e le piante selvatiche che crescono ovunque. Unica presenza umana: quella di Salvatore, che per otto euro racconta la storia del carcere e dei suoi ospiti a chi attracca col gommone sugli scogli scoscesi dell\u2019isolotto.<\/span><\/p>\n<p><span>Ancora qualche miglio pi\u00f9 a sud c\u2019\u00e8 il carcere dismesso di Procida, che forse \u00e8 la metafora pi\u00f9 eclatante dell\u2019abbandono e dell\u2019indifferenza delle carceri isolane dismesse. Il maestoso e fortificato edificio borbonico, dove mor\u00ec tra gli altri Romolo Tranquilli, fratello di Ignazio Silone, \u00e8 stato chiuso nel 1988 e oggi \u00e8 una gigantesca discarica di vetri rotti, mobili in ferro arrugginiti, vestiti abbandonati. Un degrado assoluto, ma con una vista mozzafiato sul mare e in una delle isole pi\u00f9 belle della costa campana. Risulta in gestione al demanio, e non mancano gli \u2019studi di fattibilit\u00e0\u2019 della regione Campania per un ipotetico \u2018progetto di valorizzazione\u2019. Nel frattempo \u00e8 frequentato soprattutto dai bracconieri, che ci piazzano i loro richiami elettromagnetici per la caccia di frodo.<\/span><\/p>\n<p><span>(<em>L\u2019Espresso, 12\/9\/2007<\/em>)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefano Pitrelli, L&#8217;Espresso ATTUALITA\u2019 \/ Antichi edifici. Costruiti su isole da sogno. Da Capraia a Pianosa, da Procida a Ventotene. Un tempo erano carceri. Oggi sono abbandonati. 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