{"id":900,"date":"2015-05-11T11:54:55","date_gmt":"2015-05-11T09:54:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopitrelli.com\/?p=900"},"modified":"2015-10-16T11:57:11","modified_gmt":"2015-10-16T09:57:11","slug":"seymour-hersh-accusa-barack-obama-sulla-morte-di-osama-bin-laden-ha-mentito-ecco-tutte-le-bugie-del-presidente-foto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.stefanopitrelli.com\/?p=900","title":{"rendered":"Seymour Hersh accusa Barack Obama: &#8220;Sulla morte di Osama Bin Laden ha mentito. Ecco tutte le bugie del Presidente&#8221; (FOTO)"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Stefano Pitrelli, <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2015\/05\/11\/obama-bin-laden_n_7256394.html?1431369033&amp;utm_hp_ref=italy\" target=\"_blank\">L&#8217;Huffington Post<\/a><\/strong><\/em><br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/i.huffpost.com\/gen\/2936014\/images\/n-OBAMA-OSAMA-large570.jpg\" alt=\"OBAMA OSAMA\" data-img-path=\"http:\/\/i.huffpost.com\/gen\/2936014\/images\/n-OBAMA-OSAMA-Pinterest.jpg\" \/><\/p>\n<p>L\u2019assalto dei Navy Seals alla \u201ctana\u201d di Osama bin Laden \u00e8 una delle immagini pi\u00f9 forti della presidenza Obama. Oggi, al tramonto del suo secondo mandato, un giornalista americano punta il dito su quella versione dei fatti, e cerca di smontarne il mito. \u201c<a href=\"http:\/\/www.lrb.co.uk\/v37\/n10\/seymour-m-hersh\/the-killing-of-osama-bin-laden\" target=\"_hplink\">L\u2019uccisione di Osama bin Laden\u201d<\/a>\u00a0\u00e8 un complesso saggio d\u2019inchiesta di oltre diecimila parole scritto dal giornalista investigativo Seymour M. Hersh \u2014 premio Pulitzer nel 1970 per aver raccontato il massacro di My Lai in Vietnam \u2014 ed \u00e8 stato pubblicato nel fine settimana dalla London Review of Books.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Ad esser preso in esame (e contestato) \u00e8 tutto quanto accaduto prima, durante e dopo il momento (gi\u00e0) storico dell\u2019individuazione ed eliminazione dello \u201csceicco del terrore\u201d. Evento che, osservato alla luce di quanto riferito dalle tre principali fonti dell\u2019autore \u2014 tutte anonime: un ex dirigente dei servizi americani e due consulenti dello Special Operations Commando \u2014 si presta a una lettura ben diversa da quell\u2019eroica catarsi che i cittadini americani avevano atteso fin dall\u2019undici settembre 2011.<\/p>\n<p>Molto meno romantica, e decisamente pi\u00f9 vicina una trama di John le Carr\u00e9, fatta di corruzione, doppi giochi, tradimenti, ricatti e menzogne. Al lettore vengono posti dei dubbi sulla verit\u00e0 che all\u2019epoca present\u00f2 la Casa Bianca. E domande alle quali \u2014 scrive Hersh \u2014 la Casa Bianca non ha ancora voluto rispondere.\u00a0<a href=\"http:\/\/fox6now.com\/2015\/05\/11\/white-house-rejects-seymour-hersh-baseless-assertions-on-bin-laden-raid\/\" target=\"_hplink\">Ma la Casa Bianca intanto una sua risposta alla ricostruzione di Hersh l\u2019ha fornita<\/a>, e molto dura: \u201cCi sono troppe inaccuratezze e asserzioni senza costrutto in questo testo per contestarle una per una con il fact-checking\u201d, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce per la sicurezza nazionale Ned Price. Ma vediamo che cosa sostiene Hersh.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSono passati quattro anni da quando un gruppo di Navy Seals degli Stati Uniti ha assassinato Osama bin Laden durante un raid notturno in un compound circondato da alte mura e situato nella localit\u00e0 vacanziera pakistana di Abbottabad. Quell\u2019uccisione ha rappresentato uno dei momenti pi\u00f9 importanti del primo mandato di Obama, nonch\u00e9 uno dei principali fattori che hanno contribuito alla sua rielezione. La Casa Bianca ancora sostiene che la missione sia stata gestita in toto dagli americani, e che i pi\u00f9 alti ufficiali dell\u2019esercito pakistano e della Inter-Services Intelligence (ISI) non siano preventivamente stati informati del raid. Questo \u00e8 falso, cos\u00ec come tanti altri elementi del racconto fornito dall\u2019amministrazione Obama. La storia, cos\u00ec com\u2019\u00e8 stata raccontata dalla Casa Bianca, avrebbe potuta scriverla Lewis Carroll [autore de Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, ndr]: davvero bin Laden, l\u2019obiettivo di una gigantesca caccia all\u2019uomo internazionale, avrebbe deciso che una cittadina a quaranta miglia da Islamabad sarebbe stata il luogo pi\u00f9 sicuro in cui vivere, e dal quale guidare le operazioni di al Qaeda? Si stava nascondendo sotto la luce del sole. Cos\u00ec disse l\u2019America\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>La \u201cmenzogna\u201d numero uno, per Hersh, \u00e8 il fatto che esercito e servizi pakistani non siano stati preventivamente informati, nonostante una \u201cvasta quantit\u00e0\u201d di testimonianze vadano nella direzione opposta, inclusa una citata dal magazine del\u00a0<em>New York Times<\/em>. Qui di seguito la versione dei fatti ricostruita da Hersh:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cBin Laden era prigioniero del\u2019ISI nel compound di Abbottabad gi\u00e0 dal 2006; [\u2026] Kayan e Pasha [rispettivamente il capo di stato dell\u2019esercito pakistano e il direttore dei servizi segreti] erano gi\u00e0 a conoscenza del raid, e si erano assicurati che i due elicotteri che stavano portando i Seals ad Abbottabad riuscissero ad entrare nello spazio aereo pakistano senza destare allarmi; la CIA non ha scoperto dove fosse bin Laden pedinandone gli uomini [\u2026] ma da un ex alto ufficiale dell\u2019intelligence pakistana, che ha svelato il segreto in cambio di una bella fetta dei venticinque milioni di ricompensa che erano stati offerti dagli Stati Uniti\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il segreto sarebbe stato questo: bin Laden era stato catturato dai pakistani dopo il 2006, fra i monti dell\u2019Hindu Kush, dove viveva con alcune mogli e figli, tradito da alcuni abitanti del posto. Nel compound invece ci viveva da prigioniero ed era molto malato, tanto che veniva seguito da un medico militare.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cLa verit\u00e0 \u00e8 che bin Laden era un invalido, ma questo non possiamo dirlo\u201d, dice l\u2019ex dirigente dei servizi citato da Hersh, \u201cVolete dire che avete sparato a uno storpio? Che stava per impugnare l\u2019AK-47?\u201d [\u2026]<\/p><\/blockquote>\n<p>Quella ricostruzione sarebbe solo servita ad evitare le polemiche sulla legalit\u00e0 del programma di omicidi mirati dell\u2019amministrazione americana, secondo la quale se bin Laden si fosse immediatamente arreso, sarebbe stato catturato vivo. Quindi, stando ad Hersh, di vero nella versione ufficiale ci sarebbero solo due singole informazioni:<\/p>\n<p>1 \/ il fatto che Obama abbia ordinato il raid, e\u00a02 \/ il fatto che i Seal l\u2019abbiano eseguito.<\/p>\n<p><strong>Come sarebbe cominciato tutto<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019agosto del 2010 un ex dirigente dei servizi pakistani (oggi consulente CIA a Washington) and\u00f2 a bussare alla porta della CIA presso l\u2019ambasciata americana di Islamabad, offrendosi di rivelare dove si trovasse bin Laden in cambio della cospicua ricompensa fissata da Washington nel 2001. Gli esperti inviati per sottoporlo alla macchina della verit\u00e0 avrebbero quindi comprovato la veridicit\u00e0 delle sue affermazioni, ma in un primo momento gli americani si guardarono dall\u2019informarne i pakistani. Puntarono i satelliti sul compound e affittarono un\u2019abitazione l\u00ec vicino come base: siccome la cittadina \u00e8 meta di vacanze, nessuno avrebbe fatto caso al viavai.<\/p>\n<p>Obama ne sarebbe stato informato solo a ottobre: \u201cNon parlatemene pi\u00f9 fin quando non avrete le prove che si tratti davvero di bin Laden\u201d, avrebbe risposto, temendo di fare la fine di Jimmy Carter dopo la fallita liberazione degli ostaggi a Teheran. Ma siccome l\u2019appoggio del presidente era fondamentale, si decise di \u201cfar salire a bordo i pakistani\u201d. Non ci volle molto, osserva, anche perch\u00e9 il tutto s\u2019innestava in quelli che erano gi\u00e0 dei rapporti di reciproca utilit\u00e0 fra i servizi dei due paesi. Ai pakistani \u2014 scrive \u2014 premeva assicurarsi gli aiuti militari americani (che includevano limousine blindate, scorte armate e alloggi per i vertici dell\u2019ISI) e gli incentivi sottobanco provenienti dai fondi neri del Pentagono.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cNell\u2019ambito dell\u2019intelligence si sapeva bene che cosa serviva a convincere i pakistani \u2014 ci voleva una carota. E loro scelsero la carota. Rischi non ce n\u2019erano. Adoperammo anche qualche ricatto. Gli comunicammo che avremmo divulgato la notizia che stavano tenendo bin Laden in casa loro. E sapevamo che i loro amici e nemici non avrebbero gradito\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il DNA per identificarlo al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio venne fornito dal suo medico (che avrebbe quindi ottenuto una parte dei 25 milioni di dollari della ricompensa), ma a quel punto i pakistani s\u2019impuntarono sul fatto che bin Laden doveva morire. L\u2019accordo fu raggiunto nel gennaio del 2011, e una squadra Seal cominci\u00f2 a prepararsi all\u2019attacco in Nevada, dove il compound era stato ricostruito fino all\u2019ultimo dettaglio, incluso il numero dei gradini delle scale. Nell\u2019aprile 2011, spronato dal fatto che intanto gli americani avevano iniziato a \u201cchiudere i rubinetti\u201d, il direttore dell\u2019ISI and\u00f2 a bussare alla porta del suo omologo CIA, Leon Panetta, offrendogli la garanzia che la missione non avrebbe incontrato alcuna opposizione da parte del Pakistan, e spiegando a che cosa gli serviva tenere bin Laden prigioniero. Secondo la fonte principale di Hersh:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cL\u2019ISI stava adoperando bin Laden come arma di dissuasione contro le attivit\u00e0 dei talebani e di Al Qaeda in Afghanistan e in Pakistan. Li avevano minacciati dicendo che se avessero compiuto operazioni in contrasto cogli interessi dell\u2019ISI, loro ci avrebbero consegnato bin Laden\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Il piano (originale)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La notizia del raid doveva essere diffusa solo dopo almeno una settimana. A quel punto avrebbero preparato una storia diversa: l\u2019uccisione dello sceicco fra i monti dell\u2019Hindu Kush, oltre il confine con l\u2019Afghanistan. Cos\u00ec nessuno avrebbe menzionato gli accordi coi leader dell\u2019esercito e dei servizi pakistani, entrambi preoccupati dalle possibili reazioni di coloro che in Pakistan vedevano bin Laden come un eroe.<\/p>\n<p><strong>Lo svolgimento (effettivo)<\/strong><\/p>\n<p>Al primo rumore d\u2019elicottero gli uomini dell\u2019ISI che sorvegliavano bin Laden, le mogli e i figli al compound se ne dovevano andare. In citt\u00e0 c\u2019era il blackout (ci aveva pensato l\u2019ISI). Uno degli elicotteri Black Hawk si schiant\u00f2 contro le mura del compound, e ci furono parecchi feriti. Il tempo a disposizione era gi\u00e0 breve, perch\u00e9 in citt\u00e0 si sarebbero svegliati tutti. Gli uomini delle forze speciali americane furono inoltre costretti a lanciare un paio di granate per far saltare in aria la strumentazione di bordo dell\u2019elicottero schiantato, causando una serie di esplosioni, e delle fiamme che si sarebbero viste da lontano.<\/p>\n<p>Cosa che \u2014 osserva la fonte di Hersh \u2014 non avrebbero certo fatto se non fossero stati sicuri che nessuno li avrebbe fermati. Per sostituire il Blackhawk fecero arrivare un altro elicottero \u2014 uno di due che erano stati fatti arrivare in zona per il rifornimento di carburante \u2014 ad Abbottabad, ma ci voleva tempo per prepararlo al trasporto truppe. Nonostante questi incidenti di percorso, i Seals si addentrarono nel compound, senza incontrare alcuna resistenza. Del resto le guardie dell\u2019ISI se n\u2019erano gi\u00e0 andate da parecchio. I Seals fecero saltare le porte di metallo del primo e del secondo piano, e su per le scale fino agli appartamenti di bin Laden al terzo. Una delle mogli di bin Laden, che si era messa a strillare, fu ferita al ginocchio. Ma a parte i proiettili che raggiunsero lo sceicco, non furono sparati altri colpi. Osama si ritir\u00f2 nella sua camera da letto. Due soldati lo inseguirono e aprirono il fuoco.<\/p>\n<p>A omicidio compiuto i Seals restarono l\u00ec per venti minuti, senza fretta, in attesa che li venissero a prendere, illuminati solo dalle fiamme dell\u2019elicottero precipitato. Cos\u00ec racconta Hersh.<\/p>\n<p>L\u2019incidente dell\u2019elicottero era impossibile da nascondere, prosegue, quindi la Casa Bianca decise di fornire un\u2019altra versione dei fatti rispetto a quella concordata coi pakistani. Ma la vanit\u00e0 \u2014 sostiene la fonte, che se ne sente evidentemente irritata \u2014 fece s\u00ec che tanti dettagli dell\u2019operazione, spesso anche sbagliati, vennero diffusi: in pochi giorni le esagerazioni e le distorsioni si andavano accumulando, sostiene, anche se la stampa tendeva ad accettare gli errori come inevitabile conseguenza del tentativo di venire incontro alle frenetiche richieste di dettagli da parte dei giornalisti. Nel resto del suo saggio Hersh ricostruisce tutto questo processo, inclusa la storia del cadavere di bin Laden, che si sarebbe \u201crisolta\u201d con la soluzione \u2014 ideata dagli ufficiali della Marina\u2014 di un funerale in mare.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cPerfetto. Nessun cadavere. Un funerale onorevole secondo la legge della Sharia. La notizia del funerale venne resa pubblica con tanti dettagli, ma i documenti che l\u2019avrebbero confermata vennero secretati per questioni di \u2018sicurezza nazionale\u2019. \u00c8 il classico modo in cui una storia di copertura mal congegnata cade a pezzi \u2014 ti risolve un problema subito, ma alla prima occasione poi non c\u2019\u00e8 niente che la confermi. Non c\u2019era mai stato alcun piano di portare il cadavere a bordo di un\u2019imbarcazione, e non ci fu nessun funerale di bin Laden in mare\u201d, sostiene la fonte di Hersh, secondo la quale probabilmente \u201cdel cadavere non c\u2019era comunque rimasto molto\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Obama, scrive Hersh, oggi non sta per affrontare una rielezione come nella primavera del 2011. Ma, conclude, \u201cle menzogne ad alto livello restano tuttavia il modus operandi della politica americana, insieme alle prigioni segrete, agli attacchi dei droni, ai raid notturni delle forze speciali, alla mancanza di rispetto per la catena di comando, e al tagliar fuori coloro che invece potrebbero dire di no\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefano Pitrelli, L&#8217;Huffington Post L\u2019assalto dei Navy Seals alla \u201ctana\u201d di Osama bin Laden \u00e8 una delle immagini pi\u00f9 forti della presidenza Obama. 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